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Lecce – Italy

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San Francesco di Paola: il santo che guida chi vive di mare

Domenica scorsa , il 31 maggio,  a Gallipoli è tornata la festa di San Francesco di Paola, patrono della “gente di mare”. Per un giorno le reti restano a terra, i motori dei pescherecci tacciono, e tutta la città volge lo sguardo al mare.
Un patronato nato il 27 marzo 1943, quando Papa Pio XII lo proclamò protettore di marinai e naviganti. La richiesta era venuta forte dal cuore delle marinerie italiane. E come dargli torto. San Francesco di Paola, fondatore dell’ordine dei Minimi, è il santo “in mille modi miracoloso”. Il più famoso? Attraversare lo Stretto di Messina in piedi sul suo mantello, usato come una vela. Da allora, chi affronta tempeste e naufragi lo invoca come guida.

Una città, una Chiesa, un legame antico.
Gallipoli lo sa bene. Città di mare, città di pescatori. Affacciata sul porto c’è la Chiesa a lui dedicata, un tempo sede dei Minimi, i “Paolotti”. Oggi è la Confraternita di Santa Maria della Neve o Cassopo a custodire la devozione e a organizzare i festeggiamenti, sempre in una domenica di maggio. La data cambia perché San Francesco si celebra il 2 aprile, molti anni coincide in piena Settimana Santa. Così la festa “scivola” fino a maggio, ma l’anima resta la stessa.
Tutto inizia con il novenario: nove sere di preghiera che preparano la comunità. Poi arriva la domenica. La statua del Santo lascia la Chiesa e attraversa il Centro Storico in processione. Tappa in Cattedrale, per la Messa in suffragio di chi il mare non l’ha più restituito.

Dopo la benedizione, il momento più intenso. Il Simulacro viene portato nell’area portuale, scortato da marinai, autorità civili e militari. All’arrivo, le sirene dei pescherecci squarciano l’aria: è il saluto della flotta al suo protettore. Sul molo si fa silenzio. Si ricordano le vittime del mare. Si prega perché chi parte ogni mattina torni a casa.
E poi il gesto che chiude tutto: una corona d’alloro viene lanciata tra le onde. Un segno di memoria e di speranza. Subito dopo il cielo si accende. La flottiglia gallipolina offre uno spettacolo di fuochi d’artificio che si riflette sull’acqua, come a dire che anche nel buio c’è luce.
Più di una festa.
San Francesco di Paola a Gallipoli non è solo una ricorrenza sul calendario. È un filo invisibile che lega i nonni ai nipoti, le barche al porto, la paura al coraggio. È la devozione di chi ogni giorno sfida il mare e sa che, con il Santo a prua, si torna sempre a riva.

Gallipolino verace profondamente legato all’identità della città e alle tradizioni popolari che da sempre attraversano la città. Appassionato di feste patronali, riti religiosi e cultura locale, porta avanti con entusiasmo e partecipazione quel patrimonio fatto di memoria, appartenenza e devozione che caratterizza la storia gallipolina. Da anni segue il mondo delle celebrazioni tradizionali, contribuendo a mantenerne vivo il valore e a trasmetterlo. Il suo impegno rappresenta un modo autentico di custodire e valorizzare le radici della comunità, mantenendo sempre forte il legame con il territorio e con le sue espressioni più identitarie.

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