Quattro parole contro il degrado: la campagna ambientale di Lecce firmata da Diego Contino
Le campagne sulla tutela dell’ambiente spesso parlano con toni educati invitando al corretto conferimento dei rifiuti o raccomandando un comportamento corretto. A volte funzionano, altre finiscono per confondersi nel rumore quotidiano dei social e della comunicazione istituzionale.
A Lecce, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, si è scelta una strada diversa. L’amministrazione comunale ha presentato una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti ideata e donata dal produttore creativo salentino Diego Contino. Quattro immagini-manifesto costruite attorno a quattro parole che non cercano mediazioni: “Vergogna”, “Rispetto”, “Infame”, “Basta”.
La scelta è netta: mettere davanti agli occhi un problema. I rifiuti abbandonati diventano parte stessa della composizione grafica e si trasformano in messaggi, simboli di un comportamento che produce conseguenze collettive.
Il punto interessante riguarda il linguaggio. Negli ultimi anni la comunicazione pubblica ha spesso preferito toni rassicuranti, inclusivi, persino indulgenti. Questa iniziativa, invece, recupera parole che appartengono alla sfera della responsabilità. Parole che evocano un giudizio morale prima ancora che amministrativo.

È una scelta che può dividere. C’è chi potrebbe considerarla eccessiva, eppure nasce da una constatazione semplice: l’abbandono dei rifiuti continua a rappresentare una delle ferite più evidenti del territorio salentino. Non soltanto nelle periferie urbane, ma anche nelle campagne, lungo le strade provinciali e persino in aree di pregio naturalistico.
La campagna firmata da Contino prova allora a ribaltare la prospettiva, parlando ai cittadini come parte di una comunità chiamata a prendere posizione.

Alla vigilia dell’estate, quando il Salento si prepara ad accogliere migliaia di visitatori, il messaggio assume un valore ancora più significativo. In questo senso, le quattro parole scelte per la campagna diventano qualcosa di più di uno slogan. Sono un tentativo di riportare il tema dei rifiuti fuori dalla retorica e dentro la realtà. La differenza tra un territorio curato e uno abbandonato raramente dipende da grandi dichiarazioni, molto più spesso nasce da piccole abitudini, ripetute ogni giorno e dalla capacità di riconoscere che il decoro di un luogo non è responsabilità di qualcun altro, ma di tutti.
