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Lecce – Italy

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Viaggio a Vieste, dove gli approdi diventano inizi: atupertour racconta Collateral Maris Festival 2025

C’è un paese dove ogni sbarco è un inizio, e ogni paesaggio racconta storie che ancora non sapevi di conoscere. Vieste, una delle mete più affascinanti del Gargano, è anche uno dei borghi under 15 esplorati da atupertour per scoprire l’Italia che non si accontenta di restare cartolina. Dal 20 al 22 giugno, tra mare, scogliere, torri di guardia e sentieri nascosti, torna Collateral Maris, festival di arti e paesaggi che da otto edizioni intreccia natura, comunità, ricerca e racconto collettivo. E quest’anno lo fa con un titolo che sembra sussurrare qualcosa a ognuno di noi: Approdi.

Torre di Porticello è il presidio simbolico del festival, luogo liminale tra terra e acqua, memoria e futuro. Qui non si assiste soltanto a un evento, si partecipa a un processo. Vieste diventa laboratorio aperto: si esplorano materiali, si intrecciano racconti, si sperimenta il paesaggio con occhi nuovi. Per tre giorni si susseguono mostre, concerti, passeggiate, astrologia, fotografia, teatro, ceramica, e-bike, parole e musica – tutto nella convinzione che il territorio si narri meglio se chi lo attraversa diventa parte della sua trasformazione.

Ci ha colpito il progetto Sedimentaria 25, che lavora sulla stratificazione della memoria e delle forme. In particolare, la residenza “Se io fossi roccia” dell’artista Juan Sandoval con la ceramista Grazialba Di Summa: una mappa tattile e poetica del paesaggio garganico, fatta di raccolte, manipolazioni, archivi di ciò che cambia. E poi il lavoro visivo di Alfredo Bosco, che con la sua fotografia scava nel buio per trovare la luce delle cose che restano. La Torre diventa così un archivio emotivo, dove ogni pietra, ogni immagine, ogni voce ha qualcosa da raccontare.

Il programma si alterna tra la forza visionaria di artisti e pensatori e la dimensione intima di gesti quotidiani: raccogliere erbe spontanee per l’Acqua di San Giovanni, camminare insieme, ascoltare un monologo, cucire a mano un taccuino. Venerdì si riflette su turismo e sostenibilità con Alex Giuzio, si compilano i risultati del questionario “Vieste e i suoi ospiti”, ci si interroga su come restare senza smettere di sognare il viaggio. Sabato, il mare torna protagonista con i laboratori per piccoli esploratori, e la serata si chiude sotto le stelle, con la poesia elettronica di Nother & Moon Leap.

Collateral Maris è un festival che, come atupertour, non cerca il centro, ma i margini vivi, i luoghi dove si può ancora cambiare direzione. Vieste, con i suoi promontori che guardano il mondo e le sue radici profonde, è uno di questi luoghi. Un approdo che non conclude, ma spalanca. E che in tre giorni riesce a farti sentire parte di un racconto più grande. Uno in cui arte, paesaggio e comunità si tengono per mano.

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