Salento Book Festival 2025: la forza dei piccoli paesi e delle storie che fanno comunità
La bellezza della lettura ha il passo leggero di chi attraversa borghi, si infila tra vicoli antichi, raggiunge le piazze quando si fa sera. È così che il Salento Book Festival torna anche quest’anno, per la sua XV edizione, con lo spirito che l’ha reso una delle rassegne letterarie più amate del Sud Italia: itinerante, inclusivo, capace di unire cultura e comunità. Ma è nei paesi più piccoli che questa festa dei libri lascia forse il segno più profondo.
Aradeo, Castrignano dei Greci, Collepasso, Cutrofiano, Neviano, Racale, Specchia: nomi che spesso sfuggono alle rotte del turismo di massa ma che, durante il festival, diventano epicentri narrativi, luoghi in cui la letteratura si fa rito collettivo e occasione di incontro. Qui, tra belvedere affacciati sul mare e cortili che odorano di gelsomino, il Salento Book Festival dimostra che anche nei centri meno popolosi può nascere un fermento culturale autentico, partecipato, capace di accogliere scrittrici, giornalisti, pensatori, attrici, sportivi e intellettuali.
È proprio questa la cifra del Festival diretto da Gianpiero Pisanello, con la co-direzione artistica di Antonella Lattanzi e Massimo Bernardini: portare i libri dove non te li aspetti, tra la gente, in modo diretto, umano, con un programma che non fa distinzioni tra periferia e centro, tra nomi noti e voci emergenti, tra riflessione e intrattenimento.
A Neviano, il 19 giugno, Walter Veltroni racconterà la storia di “Iris, la libertà”, ispirata alla partigiana Iris Versari, in una piazza che per una sera diventa aula pubblica, laboratorio di memoria e impegno. A Castrignano dei Greci, il cuore griko del Salento, i libri si mescoleranno alla lingua antica e alle nuove generazioni, restituendo senso all’idea di radici. A Racale, la voce dei magistrati si alzerà contro l’illegalità, mentre a Cutrofiano, paese della ceramica, le storie scorreranno come argilla tra le mani. In ognuno di questi paesi, il festival non “passa”, ma resta, lascia traccia.
Anche la solidarietà viaggia con le parole, grazie al progetto del Libro Sospeso: in ogni appuntamento, chi vuole può acquistare un libro da donare a bambine e bambini del Reparto di Onco-Ematologia Pediatrica dell’Ospedale Fazzi di Lecce o alle famiglie sostenute dalla Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli. Un gesto semplice, ma potente, che rende la cultura un bene condiviso, senza barriere.
E poi c’è l’artigianato, che al Festival parla il linguaggio del design e dell’impegno civile. Le shopper create da La Sellerie Limited – colorate, uniche, simboliche – raccontano con le loro frasi e i loro colori un mondo aperto, accogliente, in cui ogni libro è un viaggio, ogni lettore una voce.
Il Salento Book Festival è una festa popolare, ma non populista. È una movida dei lettori che non si ferma alle grandi città ma si espande nei paesi, nei margini, nei luoghi dove i libri sanno diventare ponti, tra generazioni e territori, tra passato e futuro.
E se, come dice Alessandro D’Avenia, ogni vita è un’Odissea alla ricerca della propria Itaca, allora questa Itaca, per molti, può essere proprio una piazza di un piccolo paese del Sud, illuminata dalle parole.
