Tricase (Le) | Continua il mini tour di “Fragile” – Piccola fenomenologia di coppia, con Silvia Civilla e Pietro Pizzuti
Un lavoro poetico e intenso che esplora la delicatezza delle relazioni umane e la fragilità dell’esistenza quotidiana, attraverso la storia di due artisti di strada che, in attesa di un pubblico, consumano il rito della loro vita fatta di rinunce, sogni e malinconie. Questo è lo spettacolo “Fragile”, una produzione TerramMare teatro, scritto e diretto da Tino Caspanello, con Silvia Civilla e Pietro Pizzuti.
Sarà nuovamente in scena sabato 8 novembre, ore 20:00 al Castello di Tutino di Tricase (biglietto 10 euro), venerdì 14 novembre, ore 20:45 a Nasca I Teatri di Lecce (ingresso con tessera e contributo associativo) e sabato 15 novembre, ore 20:45 presso Tex Teatro dell’Ex Fadda di San Vito dei Normanni (biglietto 7 euro).
Piccola fenomenologia di coppia. Fragile racconta di due artisti di strada. Brevi ricatti, recriminazioni, sottili violenze celate da malinconie e poesia. I due, abitualmente in giro per le piazze, si ritrovano in un teatro, un teatro vuoto, in attesa di un pubblico. E proprio durante l’attesa, nel teatro deserto, consumano il rito della loro esistenza fatta di rinunce, giochi, riflessioni sul senso del loro vivere una vita fuori da una misura comune. La donna balla, l’uomo gonfia i palloncini senza riuscirci.
Due esseri umani in attesa: dell’esibizione, di una moneta che riscatti le loro fatiche e il freddo di certe notti, il dolore di piccole o grandi ferite che ci si infligge a vicenda e il tempo per risanarle.
Una storia in equilibrio sul filo della quotidianità di una coppia, sorpresa a giocare tra poesia e brevi cortocircuiti esistenziali, che mettono a nudo la fragilità delle nostre relazioni, degli amori e delle vite che tentiamo di vivere.
Nota di regia. Il lavoro di regia per la messa in scena di “Fragile” ha fissato come primo obiettivo l’interpretazione del testo, affinché ogni parola, ogni pausa, ogni sotto-testo acquisisse i contorni di piccole verità offerte al pubblico.
Ruolo fondamentale ha giocato l’attualità che viviamo, perché la storia dei due protagonisti, alla luce degli eventi contemporanei, diventa paradigma di una condizione lavorativa ed esistenziale che non può e non deve lasciare indifferenti.
Abbiamo cercato di creare una dinamica di intimità che portasse i due personaggi quasi ad una analisi della loro relazione e il pubblico a riflettere sulla fragilità delle stesse, così legate non solo alle scelte personali, ma anche, o forse soprattutto, alle condizioni che la vita spesso ci impone. (Tino Caspanello, 2020-21)
Lo spettacolo è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del programma Residenze Artistiche Pugliesi.
