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LECCE | I dieci anni del Museo Ebraico di Lecce: memoria ritrovata e sguardo al futuro

Dieci anni di ricerca, valorizzazione e riscoperta della memoria cittadina. Il Museo Ebraico di Lecce ha celebrato questa mattina il decimo anniversario dalla nascita con una conferenza pubblica nella sede di via Umberto I, tracciando un bilancio delle attività svolte dal 2016 a oggi e annunciando i prossimi appuntamenti istituzionali e culturali che accompagneranno questo importante traguardo, tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Fano.

Al centro dell’incontro, il percorso che in un decennio ha trasformato un luogo rimasto per anni nascosto e inutilizzato in uno spazio culturale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Il Museo sorge infatti nel cuore dell’antica Giudecca medievale di Lecce, nell’area individuata come sede dell’antica sinagoga, restituita alla città grazie a studi storici, approfondimenti archeologici e lavori di recupero.

A ripercorrere le tappe di questa esperienza è stato Michelangelo Mazzotta, cofondatore insieme a Francesco De Giorgi: “Un progetto nato dalla volontà di riportare alla luce una storia dimenticata e di restituire alla comunità un patrimonio identitario di grande valore. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno delle istituzioni che, sin dall’inizio, hanno accompagnato la crescita del museo”.

I numeri raccontano la crescita di una realtà ormai consolidata: 180.000 visitatori accolti in dieci anni, oltre 200 eventi culturali organizzati, più di 50 scuole ospitate ogni annooltre 50 artisti coinvolti tra mostre e residenze creative, più di 50 professionisti impiegati nelle diverse attività e una rete sempre più ampia di collaborazioni nazionali e internazionali.

Nel corso della conferenza, Fabrizio Ghio, archeologo e componente del comitato scientifico, ha ricordato le numerose iniziative realizzate in questi dieci anni: mostre, pubblicazioni storico-scientifiche, percorsi didattici per scuole provenienti da tutta Italia, attività speciali durante la Settimana della Memoria, workshop, corsi di formazione, visite guidate, installazioni multimediali come il teatrino olografico e la mappa interattiva della Giudecca. Significative anche le collaborazioni artistiche internazionali, in particolare con Israele, che hanno portato a Lecce numerosi artisti contemporanei e mostre diffuse anche in altre città pugliesi come Trani e Polignano.

Direttore del Museo Ebraico di Lecce e docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Fabrizio Lelli ha sottolineato la capacità dell’istituzione di attraversare momenti complessi “come il periodo della pandemia, trasformando le difficoltà in opportunità attraverso attività culturali a distanza. L’obiettivo – ha spiegato – resta quello di ampliare l’offerta culturale e attrarre visitatori interessati a conoscere il Salento anche attraverso la sua storia multiculturale, promuovendo valori di integrazione, dialogo e conoscenza”.

Tra le notizie più significative emerse durante la mattinata, l’annuncio del conferimento della cittadinanza onoraria della città di Lecce a Claudio Fano, che sarà consegnata il prossimo 21 maggio alle ore 16 nel corso del Consiglio comunale. Fano, testimone diretto delle leggi razziali e sopravvissuto alla deportazione del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, è da anni vicino al Museo Ebraico di Lecce, dove ha partecipato a numerosi incontri con gli studenti in occasione della Giornata della Memoria e ha donato importanti oggetti oggi custoditi nel percorso museale. A sottolinearne il valore umano e civile è stata Lara Cataldo, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce: “Ho seguito personalmente il processo di conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Fano, un’iniziativa a cui tengo moltissimo perché l’avvocato Fano è memoria vivente dell’Olocausto e ogni anno porta a decine e decine di studenti leccesi e della provincia la sua testimonianza preziosa. Rappresenta un esempio per tutte le nuove generazioni”.

Presente anche una delegazione del MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che ha espresso apprezzamento per la realtà leccese e disponibilità ad avviare future collaborazioni.

Le celebrazioni per il decennale proseguiranno inoltre il 24 maggio, quando il Museo Ebraico sarà protagonista della festa cittadina di Cortili Aperti, appuntamento molto atteso che porterà cittadini e visitatori alla scoperta dei luoghi più suggestivi del centro storico, confermando ancora una volta il ruolo del museo come spazio vivo, aperto e pienamente integrato nella vita culturale della città. Il programma della giornata prevederà un workshop di lavorazione della pietra leccese alle 11.00, proseguirà con le visite guidate al museo dalle 17.00 e si concluderà con la degustazione di vini Kasher e musica dal vivo alle 18.00.

Dieci anni dopo la sua nascita, il Museo Ebraico di Lecce si conferma così non solo custode della memoria, ma presidio culturale capace di connettere passato e futuro, identità locale e respiro internazionale.

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