LECCE | A Koreja il teatro si trasforma in aula di tribunale da Matei Visniec LO SPETTATORE CONDANNATO A MORTE un’esilarante parodia della giustizia nella rilettura di Beppe Rosso e nel foyer il LIVE UNPLUGGED di Carmine Tundo e Cristiana Verardo
Strade Maestre si avvia alla sua conclusione con uno spettacolo che non è soltanto un finale, ma una vera e propria resa dei conti sul senso stesso del teatro e del suo pubblico. A chiudere la rassegna venerdì 15 e in replica sabato 16 maggio alle ore 20.45 sarà infatti LO SPETTATORE CONDANNATO A MORTE della compagnia AMA Factory, di torino, tratto dal testo visionario di Matei Vișniec e diretto da Beppe Rosso: una commedia feroce, ironica e profondamente contemporanea, capace di trasformare la platea in un’aula di tribunale, dove il confine tra chi guarda e chi agisce si dissolve completamente.
Durante tutta la stagione il teatro è stato attraversamento, incontro, interrogazione del presente: LO SPETTATORE CONDANNATO A MORTE porta questa ricerca al suo estremo compimento chiamando direttamente in causa il pubblico e accompagnandolo a interrogarsi sul proprio ruolo dentro la società, dentro l’arte, dentro il tempo del presente. In scena, tra paradosso, grottesco e teatro dell’assurdo, si celebra un processo che diventa metafora collettiva: la ricerca ossessiva di un colpevole, il bisogno di giudicare, il rischio dell’indifferenza.
È dunque una chiusura che assume il valore simbolico di un ultimo specchio rivolto agli spettatori: dopo una stagione di “strade” percorse insieme, AMA Factory riconsegna al pubblico la domanda più urgente e necessaria: quale responsabilità abbiamo, oggi, nel guardare il mondo?
Lo Spettatore Condannato a Morte, scritto nel 1985, è ambientato in una sala di tribunale, ed è una frenetica commedia-processo in cui attori, giudici, testimoni, avvocati, regista e spettatori si confrontano e si fondono.
È una parodia della giustizia dove si intravede il funzionamento delle dittature presenti e passate, nonché i loro avatar nelle nostre “democrazie” contemporanee. Con il pretesto di esaminarne il funzionamento, l’opera di Visniec, mette in scena i diversivi più iniqui del mondo giudiziario. Il suo umorismo nero ci fa riflettere su una giustizia che a volte può sfuggire di mano, in modo delirante, come quando la ricerca ossessiva del colpevole diventa fine a se stessa e la macchina giudiziaria possa allora schiacciare le persone oneste a scapito della “verità”. È anche, soprattutto, un gioco di teatro nel teatro che mette in contraddizione i rapporti tra attore e pubblico, la loro interdipendenza, attraverso una carambola di colpi di scena, contrasti stridenti, non-sense logici che creano una complicità reciproca. Gli attori si confessano e si mettono a nudo nel loro amore-odio per il pubblico che provoca un potente coinvolgimento del pubblico stesso, parte integrante dell’allestimento. Partecipante è anche l’impianto scenico dotato di proiezioni video dove vengono riprodotte, in quanto oggetti di testimonianza da mettere agli atti, fotografie degli spettatori e degli attori in momenti della serata stessa, registrati all’entrata e nella sala teatrale. Un allestimento che mescola generi e registri, divertente, assurdo e corrosivo che riflette sul valore giudiziario, sul suo malessere universale e sul valore contraddittorio del teatro. È uno spettacolo “partecipato” con quattro attori professionisti e dodici cittadini (in scena Tiziana Buccarella, Katja Giese, Deborah Grima, Elisabetta Guerrieri, Gregorio Laganà, Antonella e Anna Maria Lia, Paola Medici, Samuele Notaristefano, Giuliano Rizzo, Livia Scarcia, Eleonora Scarlino), preparati all’arte del teatro attraverso un percorso formativo, che si alterneranno nell’interpretare la parte dei “testimoni” in questo assurdo “processo”.
Sabato 16 maggio, dopo lo spettacolo, Carmine Tundo e Cristiana Verardo presentano il loro LIVE UNPLUGGED, un concerto in acustico in cui proporranno alcuni dei loro brani più conosciuti, insieme alla recente collaborazione nel brano “L’addio”. Un live essenziale e acustico, pensato per valorizzare la forza delle loro scritture e l’incontro tra due voci tra le più interessanti della scena cantautorale. Ad accompagnarli ci sarà Roberto Mangialardo alla chitarra, in una dimensione sonora elegante e raccolta. Ingresso libero
