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GUAGNANO (Le) | Dal 3 luglio Dissolvenze: Kico Mion a Stazione Moros

Arte contemporanea, vino e territorio si incontrano in un nuovo appuntamento di Stazione Moros, il progetto culturale di Masseria Surani che trasforma la cantina in uno spazio aperto al dialogo tra linguaggi, persone ed esperienze. L’associazione culturale Stazione Moros prosegue il proprio percorso di valorizzazione con “Dissolvenze”, mostra personale dell’artista veneziano Kico Mion, in programma da venerdì 3 luglio negli spazi di Cantina Moros. 

 

L’iniziativa conferma la volontà di Masseria Surani, progetto pugliese della Famiglia Tommasi, di vivere la cantina non solo come luogo di produzione del vino, ma come spazio di incontro, ospitalità e sperimentazione culturale. Nel cuore del Salice Salentino DOC, Cantina Moros accoglie artisti, scrittori e creativi che attraverso linguaggi differenti offrono nuovi modi di raccontare il territorio e la sua identità.   «Siamo onorati di ospitare a Cantina Moros Kico Mion – afferma Alessandra Quarta – Le sue opere, caratterizzate da una forte componente materica e da un linguaggio astratto essenziale, indagano i temi della memoria, della trasformazione e della relazione tra uomo, paesaggio e architettura. È una ricerca che trova una naturale sintonia con il mondo del vino. Così come ogni vino nasce dall’incontro tra territorio, tempo e materia, anche le opere di Mion prendono forma attraverso stratificazioni, gesti e superfici che raccontano un processo, più che un’immagine. Il colore richiama la terra, la luce accompagna la percezione, la materia conserva le tracce del tempo». 

 

Negli spazi di Cantina Moros, dove il vino matura lentamente e la memoria del luogo è parte dell’esperienza, il lavoro dell’artista trova un contesto capace di amplificarne il significato, dando vita a un dialogo autentico tra arte contemporanea, architettura e cultura del vino.  La serata inaugurale di venerdì 3 luglio ha preso avvio con una performance dell’artista accompagnata dalle sonorità dell’handpan costruito e suonato da Teo Tedesco. A seguire, il pubblico ha visitato liberamente la mostra, incontrare l’artista e vivere gli spazi della cantina accompagnato dalla sonorizzazione degli ambienti di Paki Zennaro. 

 

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