Fermo Immagine: si conclude a Cutrofiano la rassegna che ha intrecciato ceramica, musica e comunità
Domenica 8 giugno a Cutrofiano si chiude Fermo Immagine, una delle rassegne più significative di questa primavera culturale salentina. Non una semplice serie di eventi, ma un vero e proprio racconto corale: otto weekend di immersione sensoriale e simbolica, in cui l’arte della ceramica e il canto popolare si sono incontrati per restituire un ritratto vivo e stratificato della Città della Ceramica. A fare da filo conduttore, la figura potente e poetica di Uccio Aloisi, voce e tamburo del Salento più autentico, e il gruppo Li Ucci, testimoni di un patrimonio orale che continua a pulsare sotto la pelle del tempo.
Dalle passeggiate sonore tra stornelli e pizzica-pizzica alle visite nelle botteghe artigiane, dai laboratori per bambini e adulti alle mostre fotografiche, Fermo Immagine ha trasformato Cutrofiano in uno spazio aperto di incontro tra chi vive il territorio ogni giorno e chi lo attraversa con lo sguardo curioso del viaggiatore. Un progetto pensato come un abbraccio tra generazioni, discipline e saperi.
La giornata conclusiva inizierà alle 9:30 nel Museo della Ceramica con una visita guidata condotta dal direttore onorario Salvatore Matteo: sarà l’occasione per rivivere l’intensità delle mostre che hanno accompagnato la rassegna, a partire da Homo Ludens di Mario Cresci, sostenuta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC. Un’indagine sul gioco come elemento fondante dell’essere umano, accanto agli scatti di Paolo Laku per Grigio Argilla, che raccontano Cutrofiano attraverso la materia viva dell’argilla non lavorata. In Eterni Cantori, Luigi Cesari e Fernando Bevilacqua rendono omaggio a Uccio Aloisi e al gruppo Li Ucci con fotografie d’archivio e materiali multimediali, in un ritratto toccante della civiltà contadina e della sua musica.
Alle 10:00, grazie al supporto dell’azienda F.lli Colì, il maestro ceramista Agostino Cesari terrà un laboratorio gratuito di lavorazione al tornio, su prenotazione. Un gesto antico che diventa esperienza collettiva, memoria che prende forma. Cesari, formatosi nella bottega del padre e poi al liceo artistico di ceramica, è autore di opere pubbliche che raccontano l’anima del paese: dai bassorilievi nella parrocchia di San Giuseppe al pannello di benvenuto per chi arriva da Maglie, fino al celebre catino con pavoncella, simbolo dell’identità ceramica cutrofianese.
Se le mani impastano terra, le voci impastano storie. E Fermo Immagine è stato questo: un canto a più voci in cui la materia si fa cultura, la memoria si fa presente, la festa si fa gesto politico. In un’epoca che spesso fagocita il tempo e lo riduce a consumo, Cutrofiano ha scelto invece la lentezza dell’ascolto, la cura dell’artigianato, la forza del rito collettivo.
Organizzato da Sud Ethnic APS con la direzione di Antonio Melegari e il supporto di numerosi partner istituzionali e privati, il progetto ha beneficiato dell’avviso “Prodotti Turistici” nell’ambito del POC Puglia 2014-2020 e del piano Puglia365. Un’alleanza virtuosa che ha restituito a Cutrofiano, e a chi l’ha attraversata in questi mesi, l’immagine più fedele e luminosa della propria anima.
