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A Gallipoli torna la Festa dei Santi Medici: tra devozione, musica e tradizione il centro storico si prepara a vivere giorni di festa

C’è una festa che, più di ogni altra, porta con sé il sapore dell’ultimo scorcio d’estate gallipolina. È quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano, una ricorrenza profondamente radicata nella storia e nella memoria della città, capace ancora oggi di riportare nel cuore del centro storico devozione, musica, luci e tradizione. Il culto dei Santi Medici a Gallipoli affonda le sue radici nel tempo e viene fatto risalire al 1218, quando in città sorgeva un’antica chiesa dedicata ai due Santi e affidata alla cura dei monaci basiliani. Da allora, attraverso i secoli, la devozione verso i Santi Anargiri si è tramandata di generazione in generazione, fino ad arrivare ai nostri giorni.
Oggi, in uno dei caratteristici vicoli dell’isola, sorge la Chiesa dei Santi Medici, affiancata dall’omonima Associazione Cattolica, che ne custodisce il culto e ne mantiene viva la memoria durante tutto l’anno. È proprio questa piccola chiesa a diventare, ogni settembre, uno dei punti di riferimento della vita religiosa e popolare della città. La devozione dei gallipolini verso Cosma e Damiano è ancora oggi particolarmente forte. Nel corso dei secoli sono numerose le testimonianze di grazie ricevute, di preghiere esaudite e di eventi ritenuti miracolosi affidati all’intercessione dei due Santi Medici. Racconti che continuano ad arrivare all’Associazione e che testimoniano quanto il loro culto sia ancora profondamente presente nella vita della comunità.
Un legame che si ritrova persino nei nomi delle famiglie gallipoline. Cosimo, derivato proprio dal nome di uno dei due Santi, è una presenza familiare nella città: difficile trovare una famiglia che, nella propria storia, non abbia avuto almeno un Cosimo.
Ma la Festa dei Santi Medici non è soltanto una ricorrenza religiosa. Per generazioni di gallipolini ha rappresentato anche il momento dell’arrivederci all’estate. Si aspettava questa festa per salutare la stagione dei bagni, per ritrovarsi ancora una volta nelle strade del centro storico e per assistere al montaggio della grande cassa armonica nella piazza. Si attendeva la banda, si attendeva la processione, si attendeva quel lungo corteo che attraversava le vie dell’isola e della città nuova e che ancora oggi rappresenta uno dei momenti più sentiti dell’intero calendario religioso cittadino.
Il tempo ha inevitabilmente cambiato abitudini e consuetudini. Alcune immagini appartengono ormai alla memoria, ma lo spirito della festa è rimasto. E proprio grazie all’impegno dell’Associazione Cattolica Santi Medici e del Comitato Festa, questa importante ricorrenza è tornata negli ultimi anni a vivere con rinnovato entusiasmo, recuperando parte di quello splendore che per lungo tempo era rimasto soltanto nei ricordi dei gallipolini.
L’edizione 2026 si inserisce in questo percorso di rinascita con un programma civile ricco e articolato, capace di affiancare alla dimensione religiosa appuntamenti dedicati alla cultura, alla musica, all’arte e all’intrattenimento.
Dal 24 al 27 settembre, le principali vie del centro storico saranno impreziosite dalle artistiche luminarie della Premiata Ditta Mariano Light di Lucio Mariano, di Corigliano d’Otranto, mentre gli omaggi pirotecnici accompagneranno e saluteranno i giorni della festa.
Giovedì 24 settembre sarà la giornata di “Aspettando la Festa!”, realizzata in collaborazione con il Comune di Gallipoli. L’accensione delle luminarie darà il via alle celebrazioni nel centro storico, mentre alle 20.30, in Piazzetta Santa Teresa, sarà protagonista la musica delle Sorelle Carrino.
Venerdì 25 settembre, alle ore 19, la solenne processione sarà accompagnata dalle note dell’Orchestra di Fiati “S. Cecilia – Città di Gallipoli”, diretta dal Maestro Alessandro Manzolelli, in un connubio tra fede, tradizione e musica che da sempre caratterizza le grandi feste cittadine.
La giornata di sabato 26 settembre sarà invece dedicata alla grande tradizione bandistica. A prestare servizio sarà il Premiato Gran Concerto Bandistico Municipale “Città di Francavilla Fontana”, diretto dal Maestro Ermir Krantija. Il complesso si esibirà alle 9.00 per le vie del centro storico, alle 11.00 con una matinée musicale in Piazzetta Santa Teresa, nuovamente alle 19.00 per le vie del centro e alle 21.00 con il grande concerto serale in Piazzetta Santa Teresa. Non mancheranno anche momenti dedicati alla cultura e all’arte. Il 25 e 26 settembre, in Vico San Giovanni, sarà protagonista “L’Arte del Madonnaro” con Christian Ligorio, una presenza artistica capace di riportare nel cuore della festa una delle forme più suggestive dell’arte di strada.
La giornata conclusiva di domenica 27 settembre sarà dedicata soprattutto alle famiglie e alla musica popolare. Alle 20.15, presso il Palazzo Vescovile, spazio ai bambini con “Topolino maestro di magia”, spettacolo e animazione a cura di Animagique e Marcella Spinola, con il magico mondo delle bolle di sapone. Alle 21.30, in Piazzetta Santa Teresa, sarà la volta di un grande omaggio alla musica popolare salentina, con Mattia Chittano, Consuelo Alfieri, Davide Donno, Giuseppe Anglano, Giulio Bianco, Rosaria Gaballo, Miriana Carrino e Andrea Caracuta. La serata proseguirà con le ronde libere, lasciando spazio a chi vorrà suonare, cantare e danzare insieme, proprio nello spirito più autentico della festa popolare salentina.
Un programma che vuole dunque restituire alla Festa dei Santi Medici la sua dimensione più autentica: una festa religiosa, ma anche una festa della comunità, della musica, dell’arte, della tradizione e dello stare insieme.

Gallipolino verace profondamente legato all’identità della città e alle tradizioni popolari che da sempre attraversano la città. Appassionato di feste patronali, riti religiosi e cultura locale, porta avanti con entusiasmo e partecipazione quel patrimonio fatto di memoria, appartenenza e devozione che caratterizza la storia gallipolina. aDa anni segue il mondo delle celebrazioni tradizionali, contribuendo a mantenerne vivo il valore e a trasmetterlo. Il suo impegno rappresenta un modo autentico di custodire e valorizzare le radici della comunità, mantenendo sempre forte il legame con il territorio e con le sue espressioni più identitarie.

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