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Lecce – Italy

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Calimera si accende: la Festa dei Lampioni nel solstizio d’estate

Chiudi gli occhi e immagina un piccolo paese del Salento a giugno.
Le canne di legno, essiccate al sole per mesi, si trasformano tra le mani degli artigiani. Spago, carta velina colorata, un taglio preciso. Poi una piccola luce dentro. Quando cala la sera del solstizio d’estate, queste luci non illuminano solo le strade. Accendono un rito. Piazza del Sole prende fuoco, di luce buona.
Dal 13 giugno, festa di Sant’Antonio, fino al 21 giugno, San Luigi, Calimera diventa un cielo a terra. I lampioni fatti a mano pendono dalle finestre del centro storico, disegnano archi sulla piazza principale e guidano i passi tra i vicoli. È il “culto della luce” della comunità grika, una tradizione che parte dagli anni Sessanta ma ha radici molto più profonde. Molti studiosi la collegano ai riti ancestrali del solstizio d’estate: quando il sole è al massimo della sua forza, l’uomo risponde con il suo fuoco. Lo stesso spirito che ritrovi in tutta la Grecìa Salentina, ma a Calimera ha un colore unico: quello della carta velina che filtra la fiamma. Una festa che sa di pane e pepe. La luce qui non si guarda soltanto: si gusta.
Banchetti, forni aperti, profumo per le strade. Il protagonista è anche lui: “lu Cuturusciu” il tarallo morbido PAT, “prodotto agroalimentare tradizionale”. Impasto di pane, olio buono, pepe nero, cotto nei forni storici del paese. Lo spezzetti mentre cammini, con il lampione sopra la testa e la pizzica che parte da una piazza all’altra. Perché questa è una festa semplice, sì ma che colora tutta l’estate salentina. È lei, in fondo, che apre la stagione. Una magia a misura d’uomo, curata ogni anno dalla Pro Loco di Calimera con la direzione artistica di Antonio Castrignanò e Samuele Tommasi.
Il cuore del borgo batte a ritmo di musica
Il programma dei concerti principali trasforma la piazza in un palcoscenico sotto le stelle:
Venerdì 19 giugno: Top of the Pops con l’Orchestra Scolastica dell’ICS Calimera.
Sabato 20 giugno: Mimmo Cavallaro dalla Calabria e i Trevize. Suoni che arrivano da lontano e si mescolano la lingua grika.
Domenica 21 giugno: Gran finale con Enzo Gragnaniello, Don Rico, Carolina Bubbico e Officina Zoè. La notte più lunga dell’anno merita il palco più lungo.
La notte del 21 giugno, a fine festa, i lampioni si spegneranno uno a uno.
Ma qualcosa rimane. Rimane l’odore del pane appena sfornato, il suono della pizzica che ti resta nei piedi, il calore di una piazza piena di gente che ha guardato in alto cercando la propria luce.
E quando tornerai a casa, troverai ancora un po’ di quella luce con te.

Gallipolino verace profondamente legato all’identità della città e alle tradizioni popolari che da sempre attraversano la città. Appassionato di feste patronali, riti religiosi e cultura locale, porta avanti con entusiasmo e partecipazione quel patrimonio fatto di memoria, appartenenza e devozione che caratterizza la storia gallipolina. Da anni segue il mondo delle celebrazioni tradizionali, contribuendo a mantenerne vivo il valore e a trasmetterlo. Il suo impegno rappresenta un modo autentico di custodire e valorizzare le radici della comunità, mantenendo sempre forte il legame con il territorio e con le sue espressioni più identitarie.

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