LA FESTA DELLA MADONNA DEL CANNETO: GALLIPOLI DAL 1° AL 3 LUGLIO CELEBRA LA SUA “CASTELLANA”
A Gallipoli luglio entra di corsa tra feste, riti e tradizioni. E apre le danze con la Festa della Madonna del Canneto. Tre giorni per inaugurare l’estate gallipolina, prima di Santa Cristina e della Festa del Carmine. Tre giorni in cui una città intera si ferma davanti a un miracolo nato tra paludi, fiamme e pescatori. Non sappiamo l’anno preciso, fuori dalle mura, Gallipoli finiva lì: canne, acqua stagnante, silenzio. Solo una cappelletta dedicata alla “Visitazione” esistente già dal 500. Un giorno, dei pescatori videro qualcosa tra le canne: le fiamme. E tra le fiamme, una tela. Il volto della Beata Vergine Maria. Provarono a portarla via. Invano. Fu chiaro a tutti: la Vergine voleva una casa proprio lì. E così, grazie alla devozione di una città intera, nacque il Santuario Diocesano di Santa Maria del Canneto, costruito dove la Vergine ha scelto di fermarsi.
“Canneto” per il luogo. “Visitazione” per il mistero. Maria, incinta di Gesù, che va da Elisabetta, incinta di Giovanni Battista. È l’incontro di due attese. Per questo il cuore della festa è il 2 luglio, la data in cui, per secoli, la Chiesa ha celebrato proprio la Visitazione. A Gallipoli è proprio la figura di Maria che va in visita a Sant’Elisabetta ad essere associata a quella del “Canneto”.
Maria è la Madonna dal mare in tempesta. Protettrice dei pescatori, certo. Ma anche dei campi, dei terremoti, delle paure. La scena che non ti dicono sulle guide: le donne del quartiere in ansia per i propri mariti pescatori.
Quando il mare si arrabbiava, correvano al Santuario. Suonavano la campanella. Forte. A distesa, in cerca di grazia, di un miracolo mentre recitavano l’Ave Maria. Era il loro modo per dire a Maria: “Riportamelo a casa”. Tanta era la devozione anche dei Vescovi dell’antica Diocesi di Gallipoli, in particolare Mons. Filomarino che la nominò “Patrona speciale e perpetua della città”. Titolo che porta ancora oggi.
L’1, 2 e 3 luglio, Piazza Aldo Moro torna a essere quel Canneto. Luminarie che sembrano merletti di luce. La tradizionale Fiera del Canneto, una delle più antiche. Musica ogni sera. Gente che si incrocia, si riconosce, si saluta. E il 2 luglio, a pranzo, una regola per tutti i veri gallipolini: pasta con le cozze. Perché la Madonna è del mare, e il mare non può mancare neanche a tavola. Se capiti a Gallipoli tra l’1 e il 3 luglio, non fare l’errore di passare oltre. Perché questa festa è il momento in cui la città si ricorda da dove viene: dal mare, dalla fede, da un miracolo tra le canne. Vieni per le luminarie. Resta per la fiera. Ma soprattutto, passa dal Santuario il 2 luglio. Ascolta. Magari senti ancora il suono di quella campanella che chiama a casa i pescatori.
