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Per Una Boccata d’Arte, l’artista Aymen Mbarki con “Il versetto del mare” a Sammichele di Bari

In occasione della sesta edizione di Una Boccata d’Arte, progetto d’arte contemporanea diffuso lungo tutta la Penisola, ideato da Fondazione Elpis, è il borgo di Sammichele di Bari (BA) ad accogliere un intervento inedito per la Puglia. Firmata da Aymen Mbarki (Tunisi, 1983) e curata da VOGA Art Project – Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto l’opera si intitola Il versetto del mare ed è aperta al pubblico a partire da domenica 29 giugno, alle ore 19.30.

Sammichele di Bari è situato sull’Altopiano delle Murge. Il territorio, prevalentemente agricolo e carsico, presenta doline, grotte e aree di macchia mediterranea. Abitato sin dal Neolitico, con tracce iapigie e peucete, è stato sede dell’Abbazia di Sant’Angelo e di insediamenti medievali. L’attuale centro urbano risale al XVII secolo, governato nel tempo dai Vaaz ai De Ponte e infine dai Caracciolo, proprietari del castello fino al XX secolo. Il borgo diviene comune autonomo nel 1812, assumendo il nome attuale nel 1861, conoscendo un significativo sviluppo urbano e civile nel corso dell’Ottocento e Novecento. Sammichele di Bari è un borgo che con i suoi monumenti, la sua storia, i suoi sapori gustosi e i celebri festeggiamenti per il Carnevale, richiama tanti visitatori.

Nel cuore di Sammichele di Bari, Aymen Mbarki celebra la storia stratificata del borgo, ricca di migrazioni e accoglienza. Fondato nel 1608 dal mercante ebreo-portoghese Michele Vaaz e popolato in principio da profughi slavi, il paese custodisce una memoria plurale che risuona nell’opera dell’artista tunisino. Ispirato dalle porte murate che punteggiano il paese, tracce di accessi promessi o negati, Mbarki realizza un portale metafora di soglie interiori e collettive. Incastonata in una cornice di ferro dalle linee arabeggianti, tipiche delle medine nordafricane, una lastra di plexiglass ospita simboli, segni e scritture appena visibili, radicati in storie e mitologie mediterranee ma evocatori di epifanie e suggestioni poetiche. La superficie trasparente richiama quella del mare: porta immensa, soglia fluida e mutevole, accogliente o fatale. L’opera si fa così varco visivo e simbolico, spazio di contemplazione fantastica ma anche di riflessione reale, per guardare al Mediterraneo come luogo d’incontro e narrazioni condivise.

Spiega l’artista: Questa porta non è solo un passaggio per evadere dal nostro mondo, ma una soglia d’accesso per crearne uno nuovo. Evoca la nostra storia condivisa superando le perturbazioni e gli scontri del nostro tempo, riaffermando poeticamente il nostro potenziale di connessione e rinascita.

Si ringraziano: il Sindaco Lorenzo Netti, la Vice Sindaca Catia Giannoccaro, l’Assessore alla Cultura Luigi Dionisio, l’Amministrazione Comunale tutta e l’Associazione Culturale “InCAnT”.

Aymen Mbarki
Aymen Mbarki (Tunisi, 1983) si ispira alla mitologia greca, alla poesia e alla tragedia per dar forma a narrazioni intime e dialoghi senza tempo, in equilibrio tra figurazione e astrazione. Attraverso l’inchiostro e la linea, la sua pratica esplora narrazioni nascoste, piene di assenza e aspettativa.

Una Boccata d’Arte
Una Boccata d’Arte è il progetto d’arte contemporanea ideato nel 2020 da Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis. Si tratta dell’unica iniziativa in Italia che opera su tutto il territorio nazionale offrendo un itinerario culturale che attraversa il Paese da Nord a Sud, da Est a Ovest attraverso i linguaggi dell’arte del nostro tempo.
Il formato si basa sul coinvolgimento, ogni anno, di 20 artisti, italiani e internazionali, invitati a intervenire in 20 piccoli centri abitati con meno di 5.000 abitanti, uno per ciascuna delle 20 regioni italiane.
Gli artisti selezionati provengono da Paesi, culture ed esperienze linguistiche sempre differenti, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alla capacità di proporre progetti pensati per coinvolgere le comunità locali in maniera inclusiva e partecipativa, generando insieme nuovi immaginari.
L’invito prevede sempre un periodo di residenza sul territorio per la progettazione di interventi site-specific che sono quindi frutto di un percorso di esplorazione delle tradizioni vernacolari e di ascolto dei saperi artigianali e delle energie preesistenti.

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