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LECCE | Daniele Mencarelli e Silvia Semenzin per Nel Frattempo – Conversazioni sul futuro

Venerdì 29 e sabato 30 maggio Lecce con Daniele Mencarelli e Silvia Semenzin prosegue Nel frattempo. Partito a febbraio, il festival diffuso ideato, organizzato e promosso dall’associazione Diffondiamo idee di valore, con la direzione di Gabriella Morelli, con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo e in sinergia con CoolClub e altri partner pubblici e privati, anticipa la tredicesima edizione di Conversazioni sul futuro (14/18 ottobre – Lecce).

Daniele Mencarelli e i Quattro presunti familiari 
Un ritrovamento nei boschi apre un’indagine tra dolore, memoria e zone oscure del presente. Venerdì 29 maggio (ore 19:00 | ingresso libero) alla Biblioteca OgniBene di Lecce, per Nel frattempo – Conversazioni sul futuro, in collaborazione con Libreria LiberrimaDaniele Mencarelli propone Quattro presunti familiari (Sellerio), in dialogo con Simona Cleopazzo. Dopo libri molto amati come La casa degli sguardi, Tutto chiede salvezza, Sempre tornare, Fame d’aria e Brucia l’origine, Daniele Mencarelli affronta una prova narrativa nuova e inattesa. Nei boschi attorno a Norma, in provincia di Latina, affiora uno scheletro con pochi brandelli di pelle. Quei resti sono rimasti nella macchia per molti anni: soltanto il caso e particolari condizioni ambientali ne hanno consentito la conservazione. L’indagine viene affidata ai carabinieri di Latina, il maresciallo Damasi e l’appuntato Circosta, giovane senza grandi ambizioni né qualità evidenti, ma spinto da una fame ostinata di esperienza. Occorre dare un nome a quelle ossa. Per questo vengono convocate quattro persone, appartenenti a tre nuclei familiari che, in un periodo compatibile con lo stato del corpo, hanno denunciato la scomparsa di un proprio caro. Chi condividerà il DNA recuperato dallo scheletro potrà chiudere un’attesa durata anni, fatta di speranze, ricerche vane e dolore sospeso. Potrà, finalmente, piangere chi è sparito nel nulla. Con questo romanzo lo scrittore romano si addentra in un territorio diverso dal passato. Attorno a un enigma che riporta a galla parole taciute e ferite mai sanate, costruisce un universo cupo, attraversato da sete di dominio, forza e brutalità. A tenerlo insieme c’è una spinta antica, mai davvero estinta e sempre pronta a mutare forma: un’ombra sedimentata nelle strade, nell’architettura e nella memoria di Latina, città che per qualcuno continua ancora a chiamarsi Littoria. Quella presenza entra nei corpi e nelle menti, si trasforma in pulsione odiosa, virilità frustrata, gesto feroce, autorità implacabile, divisa d’ordinanza, abitudine alla sopraffazione, culto dell’ordine e della gerarchia. In questo buio si muovono le creature che Mencarelli sa raccontare come pochi: figure segnate dalla colpa, consumate dalla disperazione, intossicate da errori, rimpianti e sogni infranti.

Silvia Semenzin e la musica di Brancaleone Project

Un saggio che attraversa il lato oscuro della rete, tra stereotipi, violenza di genere e algoritmi che replicano le disuguaglianze del mondo reale. Sabato 30 giugno alle 19:00 (ingresso libero) da Tagliatelle – Stazione Ninfeo, per Nel frattempo – Conversazioni sul futuro, in collaborazione con Officine Culturali ErgotSilvia Semenzin, intervistata da Loredana De Vitis racconterà perché Internet non è un posto per femmine (Einaudi). Con uno sguardo che intreccia dati, storia, cultura pop e teoria femminista, il libro analizza revenge porn, deepfake sessuali, modelli estetici tossici e derive antifemministe online, mostrando come il patriarcato continui a reinventarsi anche nello spazio digitale. Un invito a sviluppare strumenti critici e nuove consapevolezze per immaginare una tecnologia più libera, sicura e giusta. A seguire (ore 21:00 | ingresso 8 euro), la terza edizione della rassegna di teatro e musica Storie a cura di Ura Teatro prende il via con Brancaleone Project: la musica di Giuseppe Spedicato (basso tuba), Rocco Nigro (fisarmonica), Giorgio Distante (tromba) sarà affiancata dal live painting di Egidio Marullo.

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