Ass. Culturale Foi Foi Ets
C.F 93147890755
P.IVA 04994870758
info@atupertour.it

Lecce – Italy

TOP

Grika, Cerrate torna a parlare la lingua del Mediterraneo

All’Abbazia di Santa Maria di Cerrate debutta Grika, il progetto del FAI dedicato alla cultura della Grecìa Salentina. Domenica 9 agosto la seconda giornata tra lingua, musica, racconti, ricette e visite.

Nel Salento si parla ancora griko. Si fa nelle parole rimaste nelle famiglie, nelle canzoni, nei nomi dei luoghi, nelle filastrocche imparate da bambini e persino nelle ricette. Solo per oggi, per incontrarlo bisogna lasciare Lecce, prendere la strada verso Squinzano e Casalabate e raggiungere l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate.

Qui, domenica 9 agosto, dalle 19 alle 23.30, si conclude la prima edizione di Grika, l’evento ideato dal FAI per raccontare e valorizzare la cultura e la lingua grika attraverso tre elementi che, da queste parti, hanno sempre viaggiato insieme: musica, cucina e parole.

E il luogo scelto racconta già una parte della storia.

Immersa nella campagna salentina, Cerrate porta ancora i segni della presenza bizantina. Qui si stabilirono monaci di tradizione orientale provenienti dall’Impero Bizantino, portando lingua greca, rito e cultura. Il monastero divenne un centro religioso e insieme un luogo di conservazione e diffusione del sapere; nei secoli l’Abbazia avrebbe poi assunto anche la fisionomia di masseria fortificata. È proprio questa doppia anima, tra Oriente e Occidente, monastero e mondo contadino, a diventare il punto di partenza di Grika.

Perché il grìko racconta una storia che supera ampiamente il perimetro di una lingua. È una delle espressioni più antiche della presenza ellenofona in Europa e continua a vivere nella Grecìa Salentina: si studia, si insegna, si canta e passa ancora da una generazione all’altra. Intorno alle parole sopravvive un intero paesaggio culturale fatto di feste, canti, alimentazione, ritualità e memoria collettiva.

Una sera per ascoltare il grìko

La seconda giornata di Grika comincia alle 19 con “Note di griko”. A esibirsi sono il coro e l’orchestra dell’Istituto Comprensivo di Corigliano d’Otranto, Castrignano dei Greci e Melpignano, con alcuni brani della tradizione.

La presenza dei più giovani assume qui un significato particolare: una lingua vive soprattutto quando continua a essere pronunciata, imparata, trasformata. E così il grìko passa dalle testimonianze del passato alle voci di chi abita oggi gli stessi paesi.

Durante tutta la serata, dalle 19 alle 23.30, nella Casa del Massaro viene proiettato “Visioni dalla Grecìa Salentina”, curato dalla Cooperativa sociale Open di Parco Palmieri di Martignano nell’ambito del progetto Evò ce Esù Visioni.

Il racconto passa dai Kraunari, i carbonai di Calimera, alla Festa dei Lampioni, dal Carnevale ai Canti di Passione, dalle strine natalizie alla Notte della Taranta, fino ai riti legati alla pietra forata di San Vito e alle tradizioni alimentari delle feste. Un piccolo atlante di gesti e consuetudini che mostra quanto la cultura grika continui a comparire nella quotidianità salentina.

Il pane dei monaci

A Cerrate anche il cibo diventa un documento.

Dalle 20 alle 21, l’incontro La dieta dei monaci, il pane e i suoi simboli porta al centro della serata il valore del pane nella vita dei monaci bizantini. Ne parlano Alessandro Capone e Marcello Aprile dell’Università del Salento insieme a David Montefrancesco, esperto di prodotti agroalimentari tradizionali.

Alle parole segue naturalmente l’assaggio: Cuturusciu, Scèblasti e insalata grika di Martignano. Prodotti diversi che permettono di leggere la storia anche a tavola.

Del resto, per entrambe le giornate Grika ha costruito una vera “curte dei sapori griki”: produttori e cantine del territorio propongono ricette e vini della Grecìa Salentina, dall’insalata di Martignano al Cuturusciu di Calimera, dalla Scéblasti ai legumi di Zollino e ai vini di Cutrofiano.

Tutto confluisce in una lunga tavolata comune, il convivio. E forse proprio questa è una delle immagini più riuscite del progetto: conoscere una cultura sedendosi a tavola. Ogni piatto viene accompagnato dalla propria storia e dal racconto del territorio dal quale proviene.

Canti e storie intorno alla tavola

Dalle 21 alle 21.45 arrivano Rocco De Santis e Mattia Manco.

De Santis, cantautore e poeta di Sternatia, e Manco, docente di lingua grika e musicista, accompagnano il convivio con canti, stornelli e racconti della tradizione popolare. Lingua grika e dialetti si incontrano intorno alla tavola e restituiscono alla musica una delle sue funzioni più antiche: accompagnare il tempo condiviso.

Alle 21.45 la festa si sposta nel cortile dell’Abbazia. De Santis e Manco tornano protagonisti de L’Abbazia in festa, con due momenti musicali, dalle 21.45 alle 22.30 e dalle 22.45 alle 23.30.

Fiabe e giochi per imparare una lingua antica

Grika guarda anche ai bambini e alle famiglie.

Dalle 20 alle 23, Sandra Abbate, docente di lingua grika, conduce Fiabe, filastrocche e giochi in griko: racconti della tradizione della Grecìa Salentina, strumenti musicali, giochi linguistici e da tavolo diventano un modo semplice per entrare dentro una lingua millenaria.

Alle 20, 21 e 22 partono inoltre le visite dedicate alla storia dell’Abbazia, curate dal personale FAI e dal Gruppo FAI Ponte tra culture di Lecce. Il percorso approfondisce proprio la trasformazione di Cerrate: prima monastero di rito bizantino, poi masseria fortificata, sempre luogo di incontro tra culture differenti.

Ed è probabilmente questo il punto più interessante di Grika.

Il Salento viene raccontato spesso attraverso il mare, il barocco, gli ulivi, la pizzica. La lingua grika permette di spostare lo sguardo più indietro e, contemporaneamente, più lontano. Verso Bisanzio, la Grecia, l’Adriatico e il Mediterraneo.

Dentro una parola possono sopravvivere secoli di spostamenti, contaminazioni e incontri. Dentro una ricetta può conservarsi la geografia di un popolo. Dentro una canzone può rimanere una lingua che continua a cercare nuove voci.

Per una sera, a Cerrate, tutto questo torna nello stesso luogo: si ascolta, si mangia, si canta.

E il Salento ricorda di essere stato, molto prima di diventare una destinazione turistica, un ponte tra Oriente e Occidente.

Grika – Balli, canti, racconti e ricette di un ponte tra culture
Abbazia di Santa Maria di Cerrate, S.P. 100 Squinzano-Casalabate, km 5,900 – Lecce
Domenica 9 agosto 2026, dalle 19 alle 23.30. L’ingresso è fino a esaurimento posti e il FAI consiglia l’acquisto anticipato del biglietto.

Programma e informazioni per Grika all’Abbazia di Cerrate

You don't have permission to register