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Castrignano de’Greci (Le) | Selvatica prosegue fino al 29 marzo


Mostra collettiva a cura di IUNO –  Cecilia Canziani, Ilaria Gianni, Giulia Gaibisso KORA, Castrignano de’ Greci (LE)

 

Selvatica prosegue negli spazi di KORA – Centro del Contemporaneo fino al 29 marzo. A cura di IUNO (Cecilia Canziani, Ilaria Gianni, Giulia Gaibisso), la mostra attraversa l’idea di selvatico come categoria mobile: margine e origine, residuo e radice, luogo di resistenza e di possibilità. Uno spazio non addomesticato che accoglie l’irrazionale e ciò che, ancora, può salvarci.

Con SELVATICA continua il lavoro di ricerca e produzione artistica che RAMDOM sviluppa in Puglia, rafforzando la vocazione contemporanea del territorio e contribuendo a fare di Castrignano de’ Greci un vero e proprio borgo dell’arte, centro vivo di sperimentazione e dialogo. La mostra rientra nel progetto “Il Borgo del Contemporaneo” di Castrignano de’ Greci realizzato con il sostegno dell’Unione Europea – NextGenerationEU Misura 2.1 del PNRR “Attrattività dei Borghi”.

Il selvatico è una categoria mobile. È il residuo, il margine, la prima radice. È il caos, che nella cosmogonia arcaica precede persino il tempo. È ciò che si salva e che ci salva: la natura resistente, non addomesticata, capace di accogliere l’irrazionale.

Le società preistoriche e quelle indigene hanno venerato il selvatico e la figura femminile come parte integrante del mondo naturale, riconoscendone il legame con la terra, gli animali e il ritmo cosmico: incarnazione di una sacralità potente e indomabile. Le Grandi Madri rappresentavano il potere di dare e togliere la vita, in equilibrio tra creazione e distruzione, nutrimento e protezione, istinto e saggezza.

La rescissione del legame tra selvatico e femminile, operata nel tempo dalla cultura dominante di stampo patriarcale, ha significato trasformare gli aspetti legati alla nascita, alla cura, alla riproduzione e ai saperi in chiave mostruosa. Nei bestiari medievali sirene e arpie raffigurano la minaccia della seduzione e del caos, riflettendo il timore verso un femminile incontrollato. La Sfinge, enigmatica custode del sapere e della morte, incarna una femminilità ambivalente: affascinante e minacciosa, associata tanto alla conoscenza quanto alla distruzione.

Le streghe, un tempo guaritrici e raccoglitrici di erbe mediche, diventano creature da perseguitare, esattamente come gli animali selvatici o le erbe spontanee. Per secoli, il mostruoso è stato ciò che incarnava l’alterità indomita, repulsiva, da temere.

Eppure, oltre a rappresentare paura e desiderio, l’abitare la differenza ha portato a praticare forme di ribellione e resistenza, nate da un reincanto del mondo: una relazione ritrovata con il vivente, capace di destabilizzare e riplasmare le strutture sociali e culturali.

Selvatica cerca di restituire, attraverso lo sguardo delle artiste, il modo in cui oggi l’alleanza con il selvatico, l’inaddomesticabile, l’animale restituisce al mostruoso il suo volto.

 

In mostra: Chiara Camoni, Cleo Fariselli, Gaia Fugazza, Helena Hladilová, Lucia Leuci, Grossi Maglioni, Cynthia Montier, Caterina Morigi, Marta Roberti, Francis Upritchard, Alice Visentin.


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KORA – Centro del Contemporaneo // via Vittorio Emanuele 19 – Castrignano de’ Greci (LE)
Date: 4 luglio – 29 marzo 2026

Orari di visita

Dal martedì al giovedì: 10:00–18:00

Venerdì: 10:00–21:00

Sabato e domenica: 10:00–13:00 / 17:00–21:00

Visite guidate ogni sabato mattina su prenotazione.

Per info: 3663199532

 

 

 

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