NOVECENTO ANNI DOPO, SANT’AGATA RIABBRACCIA GALLIPOLI
La città bella celebra il ritrovamento della Reliquia di Sant’Agata
Gallipoli si prepara a vivere uno dei momenti più importanti della sua storia religiosa. Il 7, 8 e 9 agosto 2026 la città celebrerà il 900° anniversario del ritrovamento della Reliquia della Mammella di Sant’Agata, un avvenimento che affonda le sue radici nel lontano 1126.
La tradizione racconta che, mentre le reliquie della Santa facevano ritorno da Costantinopoli a Catania, la nave approdò sulle coste di Gallipoli. Qui venne lasciata la reliquia della Mammella. Fu una bambina a ritrovarla vicino a una sorgente, stringendola tra le labbra. Solo quando il popolo, guidato dal Vescovo, invocò Sant’Agata, la piccola lasciò cadere la preziosa reliquia. Da quel momento Gallipoli riconobbe nella Martire catanese la sua Patrona e le dedicò la Cattedrale, dando inizio a una devozione che ancora oggi unisce profondamente la città alla Santa.
Novecento anni dopo, quella storia torna a prendere vita.
Le celebrazioni inizieranno dal 4 al 6 agosto con il Triduo di preparazione nella Basilica Cattedrale. Il 7 agosto arriverà la delegazione catanese e sarà eseguito, per la prima volta, l’oratorio sacro “L’Amazzone Celeste – Sant’Agata, Sposa di Cristo”, composto appositamente per il gemellaggio tra Gallipoli e Catania. Il momento più atteso sarà però sabato 8 agosto. Nel giorno esatto del nono centenario, Gallipoli suggellerà ufficialmente il gemellaggio con la città di Catania e accoglierà, presso la banchina del porto, le Insigni Reliquie del Velo e della Mammella di Sant’Agata, che lasceranno la Sicilia per la prima volta nella storia per raggiungere quella che da secoli viene definita la seconda patria della Santa. Seguiranno la solenne processione verso la Cattedrale e la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Catania. Le celebrazioni si concluderanno domenica 9 agosto con la Solenne Messa Pontificale e il saluto della città alle reliquie.
Non sarà soltanto una festa religiosa. Sarà un viaggio nella memoria, un ritorno alle origini della devozione agatina e un momento destinato a entrare nella storia di Gallipoli. Per tre giorni il mare, ancora una volta, unirà due città e due popoli nel nome di Sant’Agata.
